Azienda con debiti o clienti che non pagano?
Un’impresa può avere debiti scaduti ma anche crediti incagliati, pagamenti futuri, garanzie, contenziosi o beni che incidono sulla sostenibilità. La ricostruzione deve distinguere urgenze, scadenze e probabilità di incasso.
Aree da ricostruire
- debiti verso banche, finanziarie, fornitori, Erario ed enti previdenziali;
- crediti commerciali, loro scadenza e concreta recuperabilità;
- garanzie personali, fideiussioni e beni vincolati;
- rateizzazioni, piani già concordati e relative decadenze;
- atti giudiziari, azioni esecutive o protesti;
- incassi attesi, costi essenziali e fabbisogno di breve periodo.
Possibili direzioni di lavoro
A seconda della situazione possono essere valutate trattative bilaterali, piani di rientro, gestione dei crediti, riorganizzazione delle scadenze o strumenti disciplinati dal Codice della crisi. La composizione negoziata, per esempio, è un percorso volontario e riservato destinato alle imprese che presentano uno squilibrio ma hanno ragionevoli prospettive di risanamento.
Documenti utili
- situazione contabile aggiornata e scadenzario;
- elenco di debitori e creditori;
- contratti di finanziamento e garanzie;
- estratti conto, affidamenti e comunicazioni bancarie;
- atti fiscali o giudiziari;
- previsione realistica di incassi e pagamenti.
Domande frequenti
Seguite soltanto il debito?
No. La valutazione comprende anche crediti dell’impresa, tempi di incasso e loro possibile impiego nel riequilibrio finanziario.
Una trattativa evita automaticamente azioni esecutive?
No. Gli effetti dipendono dagli accordi conclusi e dall’eventuale strumento giuridico utilizzato. Le scadenze in corso devono essere verificate subito.
La composizione negoziata è adatta a ogni impresa?
No. Richiede una valutazione delle condizioni di squilibrio e delle concrete prospettive di risanamento, oltre all’intervento dei soggetti previsti dalla procedura.